Logica della felicità e suo occultamento nel mondo postmoderno
di Gabriele Zuppa
(Per una trattazione più estesa della problematica si veda scribd.com)
Ci affanniamo per essere felici, per poi doverci distrarre da quell'affanno. Il mondo contemporaneo postmoderno è la negazione della possibilità della felicità.
L'affanno è infatti il tentativo del raggiungimento di qualcosa in cui la felicità dovrebbe consistere. La di- strazione è poi la totale sospensione da quel tentativo, al quale non voglia- mo più pensare.
Nella nostra attività è così sottesa l'errata convinzione che la felicità consista in qualcosa di determinato, mentre in quel tipo di riposo distratto viene a mancare quanto è più essenziale alla costruzione della stessa: il pensare la nostra vita.
L'intimo segreto della felicità consiste infatti nella logica con la quale essa affiora. Essa non consiste in nessuna delle determinazioni - in questa o quella cosa, in questo o quell’accadimento -, ma nel modo in cui ciascuna di queste determinazioni viene accolta. Essa dipende quindi dalla capacità che abbiamo acquisito di accogliere gli eventi e le vicissitudini che ci si fanno incontro. Ma questa capacità dipende a sua volta dalla logica che abbiamo distillato dalla vita e con la quale torniamo a contemplarla, dalla possibilità di comprensione alla quale ci siamo elevati.
Non dovremmo chiamare felicità quanto di buono ci accade nel cammino della nostra vita, gli eventi lieti, la realizzazione di un'aspettattiva. Queste forme di piacere sono sostanzialmente differenti da quanto vogliamo afferrare con il concetto di felicità; dovremmo piuttosto classificarle come gioie, come contentezze di alcuni momenti. La felicità si colloca su di un altro piano, che si sovrappone a quello della gioia e della speculare tristezza: possiamo infatti sentirci tristi e affranti, ma ciononostante felici. La felicità ci permea lieve e potente quando riusciamo a comprendere quanto è accaduto, quando con mani di fata e spirito guerriero lo collochiamo all’interno di quell'insieme di significati che è la nostra vita.
Tanto più la nostra vita ci sarà presente, tanto più quell'ennesima vicissitudine, attesa o inaspetatta, acquisterà senso come suo momento, come sua propria parte. Non sarà lo sconforto di un istante, la tristezza di un attimo e più a colorare di tinte fosche la nostra esistenza; al contrario l’insieme della nostra vita, lì a noi presente, ci consentirà di tenere lo sguardo fermo sull'accaduto: e riusciremo a vedere assieme alla bruttezza del momento la bellezza entro cui soltanto può apparire, riusciremo a scorgere che dietro l'assenza si erige nella sua ombra una presenza maestosa.
Il dolore, quando non ci sopraffà, testimonia il valore di quanto ci è caro, di tutto quanto ha importanza. E perché esso non ci strappi via dalla nostra vita, perché non la appiattisca con la sua violenza alla contingenza dell’evento presente, bisogna che ella ci stia davanti dispiegata nelle sue dinamiche universali e nelle sue storie particolari. C’è bisogno che la vita sia pensata.
Non è l'accumulo di esperienze che riempie una vita, ma il respiro che il nostro pensarle vi infonde.
Il mondo contemporaneo ricerca il proprio senso nel susseguirsi vertiginoso del nuovo, ma il senso è al contrario quell'unità in cui il molteplice può trovare una sintesi. La fruizione di molte cose nuove è in realtà così la ripetizione di una esperienza che non produce senso, che non fornisce direzione. La maniacale volontà di andare avanti ci lascia sullo stesso posto.
Il pensiero postmoderno imprime infine il suo sigillo a questa paralisi non lasciando più possibilità di cura. Predicando la soggettività del pensiero declama l’inutilità dello sforzo per il pensiero: se infatti i traguardi che esso può raggiungere sono semplicemente diversi e non migliori rispetto al punto di partenza, a che pro tanto ricercare? Tutto finisce in vuoto esercizio intellettuale.
Il pensare è invece quello spazio e quel tempo in cui ciò che abbiamo vissuto diventa nostro, quel luogo sicuro entro cui arde la fiamma della nostra vita, quel fuoco presso il quale troviamo ristoro.
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Pensare per vivere meglio
Essere partecipi per capirne di più

