La libertà

 

di Gabriele Zuppa

 

«Libertà è essere senza vincoli». «Si è liberi se si può fare ciò che si vuole». Questa è l'affermazione volgare di libertà, che possiamo salvare solo le lasciamo la pretesa di descrivere il sentimento che l'accom- pagna, piuttosto che la sua essenza.

Il vincolo che ci opprime è infatti la relazione particolare con quella porzione di mondo in cui siamo, è una delle relazioni in cui consistiamo. Se ogni qualvolta ci sentissimo costretti da qualcosa il raggiungi- mento della libertà consistesse nel toglimento di quella costrizione, ci troveremmo ad essere nulla: il concetto volgare di libertà è la nientificazione della persona. Difatti la quotidianità stessa delle nostre vite è il continuo superamento di piccole resistenze, l'ottenimento di qualcosa che non era immediatamente disponibile. La vita è questa tensione verso ciò che pur essendo estraneo ed esterno le deve diventare familiare e a lei proprio. Quando c'è vita, quando la vita è forte, questo incessante processo di assimilazione non viene percepito come un problema: ella sorgiva scava l'alveo del suo libero fluire. Ma questo sentimento di libertà e naturalezza non è dovuto all'assenza di ostacoli, di vincoli, di limiti, bensì alla capacità di volgerli nel suo stesso progetto di vita. Sa guardare in faccia ciò che sembra non piegarlesi e lo sfida, non deve volgersi altrove ad urlare la sua disperazione o ripiegarsi in un sordido lamento.

Ogni contesto concreto è l'articolazione degli elementi che lo com- pongono. Continuamente facciamo i conti con il continuo perfezionamento di quel contesto e con le nuove variabili che quel perfezionamento produce: ogni risultato raggiunto, oltre a recare con sé oltre la gioia del conseguimento, mette in vista ciò che è ulteriormente perfettibile. Così, specularmente, pur tolti da una situazione di disagio, il nuovo contesto non mancherà presto di palesarci nuovi fastidi, e di rivelare che quella culla di attesa libertà era invece un covo di opprimenti disagi.

La libertà è dunque la capacità di sintesi degli eventi che accadono nella scena della vita. Per chi non sarà stato temprato ad essa, per chi non avrà quotidianamente allenato quella potenza – per egli ogni possibilità sarà una gabbia; al contrario, per chi avrà educato il suo spirito a non volgere lo sguardo, ma a piegare ogni vicissitudine accogliendola presso di sé come nuova promessa – per egli ogni gabbia sarà una possibilità. Tempestas non opus gubernatoris inpedit sed successum.

 

 

Presentazione e discussione del tema alla 4^ edizione delle Serate di lettura venerdì 18 novembre 2011.