Sull'educazione

A cura di Maria Galasso


I protagonisti della commedia "Adelphoe" di Terenzio sono due fratelli, diversi per carattere e sostenitori di due opposti modelli educativi: uno autoritario, l'altro liberale. Uno dei due, senza figli, ha adottato uno dei nipoti:

"L'ho allevato fin da bambino, l'ho considerato e amato come se fosse mio, è tutta la mia gioia e consolazione. Faccio di tutto perché mi contraccambi: gli concedo, lascio correre, non penso sia necessario che faccia tutto come voglio io e poi, l'ho abituato a non nascondermi quelle ragazzate che gli altri fanno di nascosto. Infatti chi ha l'abitudine di mentire a suo padre o di ingannarlo, lo farà anche con tutti gli altri. È meglio moderare le intemperanze dei figli con l'indulgenza e il rispetto che con la paura. Mio fratello come padre è troppo severo e, a mio avviso si sbaglia se crede che l'autorità basata sulla forza sia più salda e sicura di quella ottenuta con l'affetto: io la penso così: chi fa il proprio dovere per timore di un castigo, perché pensa che la cosa si verrà a sapere, sta attento, ma quando spera di farla franca, torna a seguire la propria indole. Chi invece hai conquistato con l'affetto, agisce spontaneamente cercando di contraccambiarti: se tu ci sei o non ci sei si comporterà allo stesso modo. Questo è il compito di un padre, abituare il proprio figlio ad agire onestamente per sé non per paura degli altri: questa è la differenza tra il padre e il padrone."

Adelphoe, Atto I, scena I