dal Corriere della sera, 6 maggio 2001

 

 

Gómez Dávila, l'universo visto in sogno

 

di Emanuele Severino 

 

IL LIBRO DEL GIORNO «Se non fossi comunista, penserei in tutto e per tutto come lui». Lo dice García Márquez a proposito di Gómez Dávila. Il celebre premio Nobel si riferisce a quell' «illustre sconosciuto», come venne chiamato, che ancora oggi è Nicolás Gómez Dávila, il «Nietzsche di Bogotà», l' intransigente cattolico «reazionario», ma feroce critico, insieme, della decadenza della Chiesa e del cattolicesimo. («Pensando di aprire le braccia al mondo moderno - scrive -, la Chiesa ha finito per aprirgli le gambe». E tuttavia, per lui, «ciò che si pensa contro la Chiesa, se non lo si pensa da dentro la Chiesa, è privo d' interesse»). Intelligenza fosforescente, si esprime per scolii e aforismi. Prova repulsione a giustificarli e argomentarli, ma non li considera nemmeno come dogmi. Non mi sembra che vi siano dubbi: In margine a un testo implicito (Adelphi) è la sua visione cattolica del mondo. Scrive: «Perché un' intera opera ci seduca, è sufficiente che nel suo angolo più remoto sia racchiusa una vibrazione inconfondibile e breve». D' accordo (anche perché, guardingo perfino verso se stesso, aggiunge: «La brevità epigrammatica è il più sottile travestimento della stupidità»). In questo libro, di quelle vibrazioni se ne trovano non molte, ma più d' una. È dunque un libro molto seducente. Eccone una, di gran pregio, oggi con gran numero di destinatari: «Prima di deridere l' astronomia di Hegel, lo scientista dovrebbe immaginare il sorriso di Hegel se lo sentisse parlare di filosofia». Un' altra mostra da sola che anche Gómez, come Nietzsche, sapeva smisuratamente di più di quel che scriveva: «Sarebbe razionale solo un universo la cui inesistenza fosse contraddittoria. Un universo che fosse oggetto della prova ontologica». Punto. L' universo in armonia con la ragione sarebbe cioè quello a ogni cosa del quale si potesse dire: il tuo non esistere, il tuo esser nulla, è contraddittorio, assurdo, impossibile: tu sei eterna! Ma in Gómez questo pensiero, che porta lontano da ogni cristianesimo e dall' intero modo di pensare dell' Occidente, rimane una semplice supposizione, un' immagine vista in sogno. Brillerebbe di tutt' altro splendore a guardarla da svegli. Emanuele Severino NICOLÁS GÓMEZ DÁVILA In margine a un testo implicito a cura di F. Volpi, trad. Lucio Sessa, Edizioni Adelphi, pagine 192, lire 20.000

 

http://archiviostorico.corriere.it/2001/maggio/06/Gomez_Davila_universo_visto_sogno_co_0_0105067507.shtml

 

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