Nella sua estrema solitudine l'uomo percepisce ancora una volta lo stormire di ali immortali.
Si può trascendere il soggettivismo solo assumendolo in modo totale. Quando il soggetto ripiega su se stesso e si immerge nel folto di sé, un rumore d'acqua viva lo accoglie nella penombra. E là
dove si aspettava di trovare la solitudine estrema, gli si rivela un'oggettività ribelle, un'alterità irriducibile, una trascendenza vittoriosa.
Dall'assunzione della soggettività nascono la storia e Dio.
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Pensare per vivere meglio
Essere partecipi per capirne di più

