da La libertà (1859)
E per tutti gli uomini il mondo significa quella parte con cui ognuno entra in contatto: il suo partito, la sua setta, la sua chiesa, la sua classe sociale; al confronto si potrà quasi definire liberale e di ampie vedute quell'uomo ai cui occhi il mondo arriva ad abbracciare il suo paese o la sua epoca. La fede dell'individuo in questa autorità collettiva non vacillerà minimamente, neanche quando si renderà conto che altre epoche, altri paesi, sette, chiese, classi e partiti hanno pensato esattamente il contrario e magari lo pensano ancora. Egli trasferisce al proprio mondo la responsabilità di aver ragione, di fronte al dissenso di altri mondi; e non lo turba mai il pensiero che solo un puro caso ha deciso quali di questi numerosi mondi sia oggetto della sua fiducia, e che le stesse cause che han fatto di lui un anglicano, a Londra avrebbero potuto farne un buddista o un confuciano a Pechino. Eppure è cosa di per sé evidente, né la si potrebbe rendere più evidente con una sfilza di ragionamenti, che le epoche non sono più infallibili degli individui; a qualsiasi epoca è capitato di sostenere una quantità di opinioni che le epoche successive hanno ritenuto non solo false, ma assurde; ed è certo che le epoche a venire respingeranno parecchie opinioni oggi generalmente diffuse, quanto è certo che molte opinioni un tempo diffuse sono oggi respinte da questa nostra epoca.
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Pensare per vivere meglio
Essere partecipi per capirne di più

