Nietzsche, Ecce homo
[...] in fondo da che cosa si riconosce l'essere benriuscito? Dal fatto che un uomo benriuscito fa bene ai nostri sensi; che è tagliato in un legno duro, delicato e odoroso al tempo stesso. Gli è gradito solo ciò che gli si conviene; il suo piacere, il suo desiderio cessano appena la misura di ciò che conviene viene superata. Indovina i rimedi contro i malanni, trae vantaggio dalle disavventure; ciò che non lo uccide lo rende più forte. Per istinto egli fa una somma, a modo suo, di tutto ciò che vede, ascolta, vive: è un pricipio selettivo, lascia cadere molte cose. Si trova sempre in compagnia di se stesso, che tratti con libri, uomini o paesaggi: onora in quanto sceglie, in quanto concede, in quanto dà fiducia. Reagisce lentamente agli stimoli, di qualsiasi genere siano, con quella lentezza a cui lo hanno allevato una cautela di lunghi anni e una deliberata fierezza — egli saggia lo stimolo che arriva, è ben lontano dall'andargli incontro. Non crede né alla «disgrazia», né alla «colpa»: sa chiudere i conti con se stesso, con gli altri, sa dimenticare, — è sufficientemente forte perché tutto debba andargli per il meglio [...].
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Pensare per vivere meglio
Essere partecipi per capirne di più

