"Il liberalismo è, tutt'insieme, amico e avversario della democrazia (…) ma è avversario della democrazia quando questa tende a sostituire il numero della quantità alla qualità, perché sa che, così facendo, la democrazia prepara la demagogia e, senza volerlo, le dittature e le tirannie, distruggendo sé medesima."
In una intervista rilasciata alla "New Republic" dell'agosto del 1937
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