Benedetto Croce, Pensieri vari (1943)
LA VERITÀ FISSA
vs
Mutamento
Ritorna la diffusa bramosia della verità fissa, che non sia da discutere, da correggere, né da modificare, regola costante al genere umano nel modo di vita da osservare, guida sicura al porto nel quale esso poserà. E poiché una siffatta regola e guida promette, in modo più integrale di ogni altra istituzione finora esistente, la chiesa di Roma, il bisogno della verità fissa è il più efficace argomento per esortare a ricoverarsi sotto le sue ali. Anche, nel settecento, il Gibbon da codesto argomento che stimava «vittorioso» fu portato alla sua conversione, per altro non durevole, al cattolicesimo. «È necessario» scrive nelle memorie della sua vita «che vi sia in qualche parte un giudice infallibile; e la chiesa di Roma è la società cristiana che pretende e può pretendere a questo carattere». Verità fissa, sistema di credenze da tutti accettato, forma ordinata e perfetta delle società umane, pace perpetua, beatitudine, si richiamano l'un l'altro e confluiscono tutti in uno; e poiché questi concetti riescono a negare l'idea stessa della vita che è intrinsecamente e incoercibilmente moto e cangiamento, non ci vuol molto a vedere che sono contraddittori e vuoti di logico senso.
[…]
Ma, dunque, la vita umana è un vertiginoso cambiamento e sballottamento da una in altra condizione, senza alcuna consistenza, senza alcun fulcro sopra cui stare salda? La nostra coscienza ci attesta il contrario. Tutto cangia, ma costante rimane la forza che in noi vuole e opera instancabilmente quei cangiamenti, quella che gli antichi chiamavano il pectus e la vis mentis, l'animo che vince ogni battaglia; e in esso soltanto ritroviamo a ogni istante il saldo sostegno nell'azione, il sicuro rifugio e riposo per ripigliare di volta in volta gli spiriti e ricominciare a vivere con maggiore e migliore energia.
E che cosa è mai allora la deserta bramosia che oggi si avverte di verità e di forme fisse, collocate fuori e sopra del nostro intelletto e del nostro animo, estranee e a noi imposte? Ahimè, quando siffatta bramosia prende uno di noi, segno essa è d'infiacchimento delle nostre forze mentali e morali e di smarrimento, e quando, come oggi, si nota largamente diffusa, segno di un abbassamento di vigore spirituale nelle società umane.
.
Pensare per vivere meglio
Essere partecipi per capirne di più


