Valutare i docenti allucinati

(8 maggio 2009)

 

di Gabriele Zuppa

 

Ieri mi è capitato per le mani un fantasmagorico documento: un volantino consegnatomi all'entrata del Provveditorato. Una voce sommessa mi ha sollecitato a prenderlo, perché, "poveri noi, siamo tutti precari". Nel volantino si ricorda dei tagli effettuati, ma soprattuto si paventa quanto è stato proposto con il disegno di legge Aprea. Contro il quale ci si industria ad organizzare azioni di lotta.

 

Lottiamo pure assieme, finalmente! Ma sulla base di cosa? Si intravede una qualche proposta nel vostro volantino e nelle vostre manifestazioni di protesta? Non solo non c'è ombra di un progetto, ma l'opposizione viene fatta su quell'unico buon principio che, almeno a parole, aleggia per l'Italia come promessa, allo stesso tempo di castigo e di riscatto: onore al merito!

 

Con disprezzo si accenna al fatto che "ogni anno una commissione di valutazione annoterà i nostri risultati didattici e il nostro impegno nell'attuazione del POF". Ma si dovrebbe leggere un messaggio di speranza in questo possibilie evento, non una minaccia e un affronto! Ci si interroghi e ci si mobiliti sulle forme e i modi della valutazione piuttosto, affinché la selezione promuova finalmente l'educazione e l'istruzione delle nuove generazioni!

 

I docenti non sanno più toccare un problema, se non in una sterile e faziosa opposizione, perché non lo fanno più da tempo neppure nelle loro lezioni imbalsamate e senza spirito, perché pur dovendo trasmettere quel che si chiama cultura non sanno che cosa essa sia. I docenti non voglio toccare il problema, perché il problema sono loro.

 

Che fare? Che soluzioni a breve termine trovare?

 

Perché non permettere agli studenti di scegliersi i docenti con cui fare le ore di lezione, come accade all'università? Sarebbe una forma di selezione molto efficace (che, tra l'altro, responsabilizzerebbe gli stessi alunni!), che avrebbe inoltre il merito di creare una sana competizione tra gli insegnanti, che cercherebbero di migliorare la foro offerta didattica, pena manifestare inequivocabilmente i loro monologhi per quello che sono: soliloqui.

 

E, fino a quando la cosa non potrà essere istituzionalizzata, perché non organizzare così i corsi di recupero pomeridiani che dipendono esclusivamente dai presidi? In questa forma lieve già si proporrà chi ha voglia di impegnarsi seriamente in questo sentiero di riforma.