Enzo Ruffaldi, Gian Paolo Terravecchia, Andrea Sani, Il Pensiero Plurale, Loescher, Torino 2008.
1. Veste grafica
Accanto a Philosophica questo manuale è senz’altro il migliore dei nuovi prodotti, a diffusione purtroppo molto bassa e, viste le nuove normative sull’adozione a piano quinquennale, memore di altri piani quinquennali, come tutti i nuovi prodotti destinato a breve fortuna. Difficile dire se l’ambito più efficace del manuale sia l’aspetto grafico o l’aspetto contenutistico: di certo la chiarezza delle mappe concettuali (quattro colori, mantenuti uguali, per le opzioni in entrata, lo sviluppo, e la conclusione di un percorso concettuale), la disposizione del testo su pagina intera (su due colonne solo per “sintesi”, spiegazione di parole chiave e “guida all’analisi” per le fonti degli autori), l’uso misurato dei colori (dominante blu) concorrono con la ricchezza dell’esposizione e la sua esaustività ad un ottimo strumento di studio e ripasso.
2. Contenuti
I titoli a margine ed il grassetto in corpo del testo aiutano all’individuazione dei passaggi concettuali più importanti. Accanto ai temi filosofici viene discusso spesso l’aspetto latamente sociologico, o quantomeno quanto afferisce alla storia della cultura. Anche le analisi testuali sono ben curate, così come la rubrica storiografica “laboratorio”. Ogni modulo ha, poi, una o più unità strutturate nel senso del percorso per immagini. Le mappe concettuali, come quelle di Philosophica, di fatto concettuali, sono poste all’inizio dell’unità o del singolo paragrafo. I contenuti e la scelta degli autori, insomma, come quelli di Philosophica e di I filosofi e le idee, sono ottimi. Le biografie a fondo pagina (su sfondo stavolta non chiaramente differenziato rispetto al testo) e le analisi dei testi sono elementi di certo positivi. Il glossario non è posto a fine capitolo, bensì inserito di volta in volta a fondo pagina. La raccolta finale del materiale, spesso risolta dallo studente in uno studio pedissequo ed oggettivante, nonché solo mnemonico, dei glossari inseriti alla fine dei capitoli (Abbagnano, ad esempio), è in parte evitata.
3. Resa didattica
A differenza di Philosophica il materiale espresso da Il pensiero plurale sembra decisamente maggiore. Utilizzare il manuale in scuole che abbiano soltanto due ore di filosofia alla settimana, contro le tre del Liceo Classico e dell’indirizzo sociale del Liceo socio-psico-pedagogico, potrebbe essere difficile. Ciò nonostante è da riconoscere una forte applicatività del manuale – i testi di autovalutazione sono finalmente presenti, con intelligenti domande V/F, che sembrano essere state eliminate dagli altri manuali – vi è la proposta di una webquest ed infine gli indici sono – caso unico – costruiti con evidenza in grassetto degli autori principali e delle pagine in cui vengono trattati, per distinguerle da quelle in cui vengono solo citati.
4. Fonti
La disposizione classica delle fonti su due colonne viene preceduta da una brevissima introduzione e seguita da alcune domande riguardanti il testo. Il manuale rinuncia fortunatamente ad un pesante apparato di note, permettendo un’agile paragrafazione grazie alla numerazione delle righe e disponendo una concisa ma proficua guida all’analisi finale, nonché un breve sommario della sezione (es.: Gadamer: contro il pregiudizio sui pregiudizi. Sommario: Testo 6: Gadamer, da V. e M., Il pregiudizio, Testo 7, Il pregiudizio come condizione e il ruolo dell’autorità).
5. Edizione
I volumi (quattro: antichità, età moderna, ottocento, novecento) costano in media 26 euro, constano in media di 600 pagine e sono correlati da un dvd ed un quaderno di spiegazioni riguardanti filosofia e cinema.
http://www.loescher.it/Catalogo/WorkDetails.aspx?Tab=Catalog&WCode=O_2724&Node=776
Enzo Ruffaldi, Gian Paolo Terravecchia, Andrea Sani,
Loescher, Torino 2008.
1. Veste grafica
Accanto a Philosophica questo manuale è senz’altro il migliore dei nuovi prodotti, a diffusione purtroppo molto bassa e, viste le nuove normative sull’adozione a piano quinquennale, memore di altri piani quinquennali, come tutti i nuovi prodotti destinato a breve fortuna. Difficile dire se l’ambito più efficace del manuale sia l’aspetto grafico o l’aspetto contenutistico: di certo la chiarezza delle mappe concettuali (quattro colori, mantenuti uguali, per le opzioni in entrata, lo sviluppo, e la conclusione di un percorso concettuale), la disposizione del testo su pagina intera (su due colonne solo per “sintesi”, spiegazione di parole chiave e “guida all’analisi” per le fonti degli autori), l’uso misurato dei colori (dominante blu) concorrono con la ricchezza dell’esposizione e la sua esaustività ad un ottimo strumento di studio e ripasso.
2. Contenuti
I titoli a margine ed il grassetto in corpo del testo aiutano all’individuazione dei passaggi concettuali più importanti. Accanto ai temi filosofici viene discusso spesso l’aspetto latamente sociologico, o quantomeno quanto afferisce alla storia della cultura. Anche le analisi testuali sono ben curate, così come la rubrica storiografica “laboratorio”. Ogni modulo ha, poi, una o più unità strutturate nel senso del percorso per immagini. Le mappe concettuali, come quelle di Philosophica, di fatto concettuali, sono poste all’inizio dell’unità o del singolo paragrafo. I contenuti e la scelta degli autori, insomma, come quelli di Philosophica e di I filosofi e le idee, sono ottimi. Le biografie a fondo pagina (su sfondo stavolta non chiaramente differenziato rispetto al testo) e le analisi dei testi sono elementi di certo positivi. Il glossario non è posto a fine capitolo, bensì inserito di volta in volta a fondo pagina. La raccolta finale del materiale, spesso risolta dallo studente in uno studio pedissequo ed oggettivante, nonché solo mnemonico, dei glossari inseriti alla fine dei capitoli (Abbagnano, ad esempio), è in parte evitata.
3. Resa didattica
A differenza di Philosophica il materiale espresso da Il pensiero plurale sembra decisamente maggiore. Utilizzare il manuale in scuole che abbiano soltanto due ore di filosofia alla settimana, contro le tre del Liceo Classico e dell’indirizzo sociale del Liceo socio-psico-pedagogico, potrebbe essere difficile. Ciò nonostante è da riconoscere una forte applicatività del manuale – i testi di autovalutazione sono finalmente presenti, con intelligenti domande V/F, che sembrano essere state eliminate dagli altri manuali – vi è la proposta di una webquest ed infine gli indici sono – caso unico – costruiti con evidenza in grassetto degli autori principali e delle pagine in cui vengono trattati, per distinguerle da quelle in cui vengono solo citati.
4. Fonti
La disposizione classica delle fonti su due colonne viene preceduta da una brevissima introduzione e seguita da alcune domande riguardanti il testo. Il manuale rinuncia fortunatamente ad un pesante apparato di note, permettendo un’agile paragrafazione grazie alla numerazione delle righe e disponendo una concisa ma proficua guida all’analisi finale, nonché un breve sommario della sezione (es.: Gadamer: contro il pregiudizio sui pregiudizi. Sommario: Testo 6: Gadamer, da V. e M., Il pregiudizio, Testo 7, Il pregiudizio come condizione e il ruolo dell’autorità).
5. Edizione
I volumi (quattro: antichità, età moderna, ottocento, novecento) costano in media 26 euro, constano in media di 600 pagine e sono correlati da un dvd ed un quaderno di spiegazioni riguardanti filosofia e cinema.
http://www.loescher.it/Catalogo/WorkDetails.aspx?Tab=Catalog&WCode=O_2724&Node=776
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