1° Festival del contemporaneo
Popsophia
di Lara Ferrari
Immaginate un Simposio. Ai tempi d'oggi, però. Dove al posto di Agatone, Fedro, Erissimaco, Socrate, Aristodemo, Pausania, Aristofane e Alcibiade, troviamo Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Giulio Giorello e Antonio Gnoli (e fin qui…), ma anche, inaspettatamente, Barbara Alberti, David Riondino, Federico Moccia, Vincenzo Mollica e tanti altri, tra cantanti, stilisti, scrittori, presentatori, alternativamente insieme, seguendo la modalità di un dialogo conviviale e aperto a tutti i contributi, siano essi letterari, politici, morali o più propriamente estetici. Questo ricco menu all'insegna della fusion umanistica è "PopSophia", che dopodomani va a incominciare a Civitanova Marche e che proseguirà fino al 7 agosto 2011. Novità assoluta nel panorama delle kermesse estive del Bel Paese, PopSophia è stato presentato il 28 giugno a Milano nello show room di Cesare Paciotti e si pone come il primo Festival del Contemporaneo in Italia. Una manifestazione inedita, il più possibile multitasking, dove nel simposio di cui si diceva il ruolo di arbitro delle discussioni potrebbe toccare a Platinette e dove all'Umberto Galimberti che discorre di Filosofia risponde Paciotti sulla moda e Margherita Hack dà il responso del cosmo ai nostri sempiterni interrogativi.
Filosofia, fiction, fascino e futuro. Le quattro "f" intrecciate a doppio filo per venire incontro alle mutate esigenze delle persone, che vogliono interlocutori capaci di parlare a molteplici livelli.
Il Pop (da cui muove il progetto), la tv, il cinema, la moda, l’estetica, la scienza, il calcio… e la filosofia saranno oggetto di dibattito in quattro weekend, centocinquantasette eventi, ventinove location in contemporanea, centosessantanove ospiti, sedici mostre d'arte, due palchi principali, venti rassegne, un caffè letterario fino a notte fonda, una consulenza poetica e filosofica, quindici case editrici coinvolte, musica classica, jazz e pop tutte le sere.
Sono questi i numeri di Popsophia, prima esperienza assoluta per il nostro Paese di festival interamente dedicato alla pop filosofia e alla cultura pop, con ingresso gratuito per il pubblico a tutti gli eventi.
Aprire la filosofia al mondo contemporaneo e il mondo contemporaneo alla filosofia è la scommessa, perché, come direbbe la filosofa americana Avital Ronell “se Aristotele scrivesse adesso si occuperebbe di soap opera” e, possiamo aggiungere, non solo. Al centro delle speculazioni filosofiche ci saranno infatti il serio e faceto, la cultura “alta” e la cultura “bassa” che non solo si fonderanno, ma per la prima volta invertiranno i propri ruoli. La tv come il cinema, la musica, la moda, l’estetica, la scienza, il calcio saranno occasione di riflessione sulla società di oggi, sulla creatività, sull’apparire oltre l'essere, sulla perenne ricerca di senso e di risposte alla domanda “chi siamo?”.
Una prospettiva che, secondo il presidente del comitato scientifico di PopSophia Umberto Curi è “l'unica possibile per la filosofia, che nelle origini non ha nulla a che fare con l’immagine di un sapere astratto e che oggi deve tornare a trarre alimento dalla vita quotidiana”.
Scardinati quindi i confini accademici del sapere, illustri filosofi, giovani pensatori, giornalisti e personaggi televisivi si confronteranno attorno a quattro temi cardine, rispettivamente uno per ciascun weekend in programma: Filosofia (15/17 luglio), Fashion (22/24 luglio), Fiction (29/31 luglio) e Futuro (5/7 agosto).
Potrà perciò capitare di ascoltare Giordano Bruno Guerri interrogarsi sugli “ultimi dandy” o Remo Bodei discutere del rapporto tra filosofia e moda, vedere un’insolita coppia Platinette – Arnaldo Colasanti dibattere sul “bello impossibile”, mentre Iginio Straffi e Barbara Alberti metteranno sotto la lente d’ingrandimento il “modus” Winx, fino a guardare “al futuro” attraverso un “viaggio” di aforismi con Federico Moccia. Non mancheranno poi i filosofi pop per eccellenza come Simone Regazzoni e Carola Barbero che si dedicheranno ai “casi” Lost e Sex and the city.
Ma questi sono solo alcuni esempi del ricco programma di PopSophia, che comprende altrettante partecipazioni illustri come Leonetta Bentivoglio, Alessandro Bergonzoni, Aldo Busi, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Umberto Curi, Umberto Galimberti, Enrico Ghezzi, Giulio Giorello, Antonio Gnoli, Franca Leosini, Giacomo Marramao, Elio Matassi, Vincenzo Mollica, Paolo Pagliaro, Antonio Preziosi, Quirino Principe, David Riondino, Attilio Romita e tanti altri.
LE MOSTRE
Tra le quattordici mostre, una concentrazione unica nel panorama estivo nazionale, trova spazio una collezione inedita: “D'Annunzio segreto”, esposizione curata da Giordano Bruno Guerri con il sostegno di un “dandy” dei giorni nostri come Cesare Paciotti, che accoglie più di cento oggetti, preziosi e di uso comune, che hanno accompagnato la vita del Vate e delle sue donne scovati negli armadi del “Vittoriale” e mai visti prima dal pubblico. Una raccolta unica che ospiterà anche l’installazione tra eros e thanatos di Valeria Paniccia, “Erotico abbandono”.
Ma nel cuore marchigiano della moda Made in Italy, l’attenzione al legame tra stile, arte e cultura non si ferma qui. Ne “La filosofia del bello. Mode e modi di essere nell'Italia della Belle Epoque” a cura di Stefano Papetti saranno in mostra quadri, abiti, accessori e foto di quel periodo storico, mentre la galleria “Tra mari e monti” svelerà per l’occasione, per soli tre giorni – dal 22 al 24 luglio, una collezione unica e sorprendente dal titolo “L’opera scarpa tra arte e moda”: opere d’arte da calzare, firmate Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jannis Kounellis, Cesare Paciotti, Enzo Cucchi, Manolo Blahnik, Zaha Hadid.
L’attenzione all’immagine si risconterà infine anche negli allestimenti della rassegna: tutta la segnaletica sarà infatti realizzata in legno con i colori Ica, primo produttore di vernici ad acqua per legno e main sponsor del festival, ispirati alla pop art.
A fronte di altri Festival simili nelle modalità di esecuzione, anche se diversi, come FestivalFilosofia a Modena, Carpi e Sassuolo, quest'anno molto competitivo con il leit - motiv della Natura, ai pensatori sull'Oglio, ai maestri della Scienza e al Festival della Mente di Sarzana, appena presentato, ci vuole una mente da amministratore per concepire una cittadella tutta votata al pensiero come Civitanova Marche. Non a caso, quando messi alla prova, i filosofi sanno essere bravi sindaci. Vedi il caso Cacciari a Venezia. Perciò ai responsabili dell'iniziativa che va a cominciare dopodomani, Umberto Curi ed Evio Hermas Ercoli, è richiesta la capacità del bravo amministratore nel gestire questo simposio molto allargato.
Buon Festival!
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