Presentazione di Ugo Mulas
di Vittorio Bustaffa
Il lavoro che Ugo Mulas ha chiamato Le verifiche - 1971-1972 è a tutt'oggi il modello di riferimento essenziale per ogni artista, o anche solo "interessato", dell'immagine. In questo particolare lavoro Mulas ha attraversato il mezzo fotografico e la riflessione sulle sue potenzialità estreme, per arrivare a consegnarci nelle nostre mani un autentico "manuale tecnico-espressivo" dei fondamenti dell'immagine stessa. Un testo quindi vero e proprio di riferimento chiaro, che parte dall'esperienza concreta libera e senza pregiudizi per approdare alle possibilità dell'interpretazione artistica esente da ogni forma di pornografia dell'immagine nella quale oggi viviamo immersi fino alla nausea.
da "La fotografia" di Ugo Mulas (1928-1973)
"Come i bambini che non sanno ancora parlare e quando cercano o vogliono una cosa si esprimono avvicinandosi ad essa, toccandola, o fiutandola, o indicandola e con mille atteggiamenti diversi, così il fotografo quando lavora, gira intorno all'oggetto del suo discorso, lo esamina, lo considera, lo tocca, lo sposta, ne muta la collocazione e la luce; e quando infine decide di impossessarsene fotografandolo, non avrà espresso che una parte del suo pensiero [...] Ciò che veramente importa non è tanto l'attimo privilegiato, quanto individuare una propria realtà, dopo di che tutti gli attimi più o meno si equivalgono. Circoscritto il proprio territorio, ancora una volta potremo assistere al miracolo delle "immagini che creano se stesse", perché in quel punto il fotografo deve trasformarsi in operatore, cioè ridurre il suo intervento alle operazioni strumentali. Al fotografo il compito d'individuare una sua realtà, alla macchina quella di registrarla nella sua totalità [...]."
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Pensare per vivere meglio
Essere partecipi per capirne di più


