Henri Gaudier-Brzeska

 

(pittore e scultore, 1891-1915)

di Vittorio Bustaffa


Scolpiva e modellava quello che riusciva a trovare a causa della sua povertà, a volte rubando nei cimiteri pezzi di marmo. Ha preceduto Picasso di almeno vent'anni in una certa ricerca della linea che poi la storia dell'arte ha chiamato "vorticismo". È morto in guerra e solo poco dopo un mercante ha voluto rendergli omaggio con una seria mostra retrospettiva che lo ha fatto conoscere prima a Londra (dove a tutt'oggi è molto celebrato) e poi al mondo. In Italia è praticamente sconosciuto.
Lo scultore Henry Moore ha detto: "Senza di lui, la mia scultura non esisterebbe". La scena riportata sotto è tratta da un film mediocre sulla sua vita, dal titolo "Messia selvaggio" di Ken Russell. La faccia è di un attore, ma le sculture presenti sono quelle originali inserite nell'ultima scena del film e riprese ad una mostra reale.
Un'arte vigorosa e commovente, senza retorica e formalismi. Un'arte in cui lo spazio e la forma s'incarnano in necessità fisiche in cui l'animo si perde in gioia, energia e poesia dell'esistenza.